Convegno “Scenari geopolitici mediorientali. Venti di guerra?”

Convegno “Scenari geopolitici mediorientali. Venti di guerra?”

14/10/2019 Off di Redazione

18 ottobre 2019, ore 17.00

Caffè letterario BCT – P.zza Della Repubblica 1 – Terni

La guerra in Siria, la creazione dell’entità artificiale chiamata ISIS, l’occupazione da parte della Turchia di un territorio straniero, sono solo gli ultimi atti di una tattica economica che ha come unico fine gli interessi strategici, soprattutto petroliferi, di grandi multinazionali. Ma questa tattica sta  portando verso una delle sue destinazioni più importanti, l’Iran, in una escalation che se non diventerà una terza guerra mondiale gli assomiglierà tantissimo e costerà cifre incredibilmente grandi all’Italia e all’Europa, che già oggi spende nella NATO oltre 900 miliardi di euro l’anno, denari che potrebbero contribuire a ricostruire uno stato sociale accettabile a casa nostra, una sanità pubblica almeno decente, a mandare in pensione i lavoratori prima che non siano più in grado di godersi nemmeno un tramonto, a ricostruire un sistema della pubblica istruzione competitivo e degli edifici scolastici che non cadano in testa a studenti e insegnanti, a realizzare un ricambio generazionale nelle forze dell’ordine che hanno sempre più un carattere geriatrico. Intanto, su tutt’altro fronte, prosegue l’assedio dell’Europa, con l’arma non convenzionale dell’insensata invasione dall’Africa, non meno vigliacca delle bombe atomiche sulle città del Giappone. Forse non tutti se ne sono accorti, ma si tratta di giochi di guerra alle porte di casa nostra, per ora. E ricordiamo che anche da noi dovranno passare oleodotti e gasdotti, se per caso nascesse una qualsiasi forma di ostruzionismo a questi interessi superiori potremmo fare la fine della Libia, della Siria e, dell’Iran, in un quadro di quasi totale assenza di una politica mediterranea dell’Italia. Forse abbiamo dimenticato con quanta facilità la quarta potenza economica del mondo è stata distrutta dal golpe bianco di Tangentiopoli, pochi anni or sono?

Condividi