La sanità che ci aspetta
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tagli sanità

(Simona Montesi, 2016 ©)

Sì signori, tutto è detto della sanità che ci aspetta, tutto e il contrario di tutto. Perché si afferma per negare, si ribadisce per cancellare, si chiarisce per confondere, si propone per togliere ai cittadini.

Questo articolo è la penosa replica di Milillo alla protesta di TUTTI sindacati medici (eccetto, naturalmente, il suo) per la sciagurata manovra di soppressione della guardia medica, con conseguente perdita di quasi 10.000 posti di lavoro per i giovani medici, con pesantissimi aumenti di accessi ai pronto soccorso e negli ambulatori dei medici di famiglia, con l’imposizione di nuove mansioni per il comparto della medicina territoriale a zero incrementi economici, considerando che dal 2008 la parte retributiva del nostro contratto non è stata più’ rinnovata.

Inoltre, si passerebbe di fatto alla dipendenza medica, nonostante il contratto preveda un rapporto di lavoro parasubordinato. Milillo ora rinnega quello di cui è responsabile: il tentativo di privatizzazione dei servizi sanitari territoriali attraverso la strategia dello “stato di necessità”.

Milillo afferma che l’H16 (cioè’ la chiusura della guardia medica dalla mezzanotte alle otto del mattino e la sua sostituzione con il 118) non sarà’ “rigido”, ma ogni regione  potrà applicare un diverso modello ….. Ma siamo impazziti? Il sistema sanitario italiano è NAZIONALE, non si può’ permettere che ogni regione organizzi un diverso modello di assistenza sanitaria territoriale, sarebbe folle!

Milillo poi ammette che questo documento contiene dei “refusi” cioè delle palesi incongruenze, e dice però che non è acqua del suo mulino, bensì che esso è scaturito dalle regioni. Ma quale regione sarebbe stata cosi folle da concepire una tale riorganizzazione dell’assistenza sanitaria? Inoltre, sottoscrivendolo senza effettuare alcun tipo di sperimentazione tramite aree test prima della implementazione di fatto.

SanitàRenzi

Insomma, visto che questo modello di riorganizzazione della sanità ha suscitato le proteste di tutti, lui se ne lava le mani. In realtà questo modello e’ stato proposto e riproposto dal suo sindacato ai vari governi che si sono via via succeduti sin dal 2012. Nessun governo sin ora si era assunto la responsabilità’ di accettarlo ufficialmente, ma il governo Renzi si, lo ha fatto.

E se non si fossero alzate grida disperate proprio verso il governo da parte, primo tra tutti, del Sindacato dei Medici Italiani, SMI, e poi di tutte le altre sigle sindacali mediche, eccetto la proponente FIMMG, probabilmente l’Atto di indirizzo sarebbe passato alla fase attuativa assieme al rinnovo del contratto nazionale.

Che dire? Lascio a voi la lettura di questa paradossale e imbarazzata intervista che qualifica ancora meglio il tentativo di assist al governo per aprire la strada alle mutue private e alle lobby assicurazioni (l’assist a banche e a trivellatori il governo Renzi l’ha già attuato).

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