L’eurocrazia si prende anche le banche di credito cooperativo

L’eurocrazia si prende anche le banche di credito cooperativo

In analogia a quanto immaginato da Lang, nel 2026 un gruppo di ricchi industriali governa la città di Metropolis (il mondo) … e costringe al continuo lavoro una classe di uomini operai relegata nel sottosuolo cittadino (gli ex Stati v a s s a l l i secondo logiche di sfruttamento). Un nuovo ordine mondiale o un ricorso storico?

UE: errore o truffa?

UE: errore o truffa?

(di Danilo Stentella, 2015 ©) Poteva essere una Arcadia, la realizzazione del sogno dei padri della democrazia europea, il coronamento di un cammino lento e faticoso che era iniziato nella Grecia di Solone, di Clistene, Pericle Efialte e altri, che aveva avuto dei segnali interessanti nella regalità assembleare mesopotamica, nel III millennio a. C. (T. Jacobsen, 1943), fino al demos della città di Chio, nel VII secolo (F. Battaglia, 1931). Quel processo democratico, nel quale si inserì l’intelligenza di tanti altri pensatori, come Bodin, Hobbes, Locke, Vico, Montesquieu, Kant, Hegel, ebbe come oggetto la gestione del potere di autogoverno da parte del popolo sovrano, ma sembra miseramente degradato nella plutocrazia, […]

Sanzioni a Mosca, un boomerang

Sanzioni a Mosca, un boomerang

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi (da: www.societàlibera.org) Le sanzioni contro la Russia per Washington hanno una valenza soprattutto geopolitica. È il ritorno alla guerra fredda tra le due superpotenze. Per l’Unione europea, invece, esse rischiano di creare dei grandi disastri economici e politici per l’intera area euro-asiatica. La mancanza di «personalità internazionale» dell’Europa è purtroppo nota. Con il suo indebolimento economico, l’Europa rischia anche di sottomettersi a un nuovo atlantismo. Ciò farebbe piacere a Washington. Le sanzioni, di fatto, mortificano il ruolo indipendente dell’Ue e ogni sua autonoma visione strategica degli assetti geopolitici da realizzare.

RICHARD KALERGI – UN SOTTILE GENOCIDIO EUROPEO?

Raphael Lemkin, che ha definito il concetto di genocidio, sosteneva che: “… genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione…esso intende designare un piano coordinato di differenti azioni miranti a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali. Obiettivi di un piano siffatto sarebbero la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali, della cultura, della lingua, dei sentimenti nazionali, della religione e della vita economica dei gruppi nazionali e la distruzione della sicurezza personale, della libertà, della salute, della dignità e persino delle vite degli individui…non a causa delle loro qualità individuali, ma in quanto membri del gruppo nazionale” (R. Lemkin, 1944).