LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE URBANO. IL CASO EMBLEMATICO DEL CAPITALE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE DELLA CITTÀ DI TERNI.

LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE URBANO. IL CASO EMBLEMATICO DEL CAPITALE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE DELLA CITTÀ DI TERNI.

(Sergio Dotto e Danilo Stentella, Altronovecento n. 27, 2015) Il ponte di Paderno D’Adda, il ponte di Ronciglione, la tour Eiffel, il Forth bridge, l’Iron bridge, la centrale Montemartini, il villaggio di Crespi D’Adda e tanti altri manufatti non sarebbero rimasti a testimoniare quell’epoca pionieristica se non fossero stati studiati da coraggiosi ricercatori, eruditi e professori e se non fossero stati tutelati da amministratori pubblici visionari, difensori del bene comune. In questo contesto di saccheggio e riciclo del territorio si inseriscono, ancora, gli appetiti sfrenati dei costruttori, i quali non solo non tengono conto di alcun apparato teorico, men che meno se colto e strutturato, ma sono in grado di […]

Terni e Narni Smart Land

Terni e Narni Smart Land

(Di Lorenzo Piccinini, 2015 ©) Progetti condivisi, nati dal confronto tra le istituzioni e i diversi stakeholders per realizzare interventi sull’area urbana integrata tra Terni e Narni in grado di intercettare finanziamenti europei e nazionali. Se ne è discusso venerdì 26 giugno a Narni, all’auditorium di San Domenico, nel corso del convegno intitolato “Terni e Narni Smart Land”, promosso e organizzato dai comuni delle due città umbre. L’incontro ha visto nella mattinata i saluti istituzionali dei sindaci di Terni e Narni Leopoldo Di Girolamo e Francesco De Rebotti, degli assessori comunali alle Smart City Giorgio Armillei (Terni) e Marco De Arcangelis (Narni), del vescovo di Terni, Narni e Amelia Padre […]

Il Manifesto di Ventotene, per una Europa federalista dei popoli.

Il Manifesto di Ventotene, per una Europa federalista dei popoli.

Nel 1941, in piena Seconda guerra mondiale, alcuni illuminati intellettuali italiani stesero quello che verrà ricordato come il Manifesto di Ventotene. Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, al confino sull’isola di Ventotene, lo stilarono in sei mesi, ispirati da alcune letture, tra le quali Le lettere politiche di Junius, pseudonimo di Luigi Einaudi, pubblicato nel 1920, e Economic Causes of War, di Lionel Robbins, del 1939. Il manifesto era essenzialmente basato su una terza via economico politica, in grado di superare difetti ed errori endemici di capitalismo e comunismo, consentendo all’ordinamento democratico e all’autodeterminazione dei popoli di assumere un valore concreto.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950

(Da: Piero Calamandrei, in Scuola democratica, Roma, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950) […] La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali […]