Il Centro Studi richiede l’avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse di due antichi gruppi idroelettrici della centrale di Cervata (TR), a rischio di rottamazione.

Dopo la richiesta di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale e salvaguardia per le centrali di Cervara e per i loro residui impianti originari, realizzati all’inizio del XX secolo su inizativa di Cassian Bon, il Centro Studi Malfatti, a firma del Vice Presidente Sergio Dotto e del Direttore Danilo Stentella, ha presentato al Ministero per i Beni Culturali istanza di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale per quanto rimane dei due gruppi idroelettrici ausiliari originariamente installati nella seconda centrale di Cervara (Terni) (Allegato), attualmente utilizzati nell’impianto idroelettrico di Visso, di proprietà di E.On Produzione S. p. A., sito in via dei Molini n. 6, località Visso (MC). Questi primordiali […]

Comune di Terni, un interessante laboratorio “politico”. Il Centro Studi Malfatti propone una drastica riduzione dei dirigenti, da 16 a 6.

[gview file=”https://www.centrostudimalfatti.eu/wp-content/uploads/2014/06/2014.06.30-Corr-Umbria.pdf”]

Comune di Terni, un interessante laboratorio “politico”. Il Centro Studi Malfatti propone una drastica riduzione dei dirigenti, da 16 a 6.

Trascorse serenamente e perfino un po’ noiosamente le recenti elezioni amministrative, il Centro Studi Malfatti, che tra le altre materie si occupa anche di politica, ha redatto una breve lista di proposte che sembrano poter essere di una qualche utilità pratica alla collettività municipal, per un risparmio di spesa di poco meno di un milione di euro, denari che potrebbero essere impiegati anche per il fabbisogno di settori della macchina comunale che sono in sofferenza, come servizi sociali e salvaguardia del patrimonio culturale. [gview file=”https://www.centrostudimalfatti.eu/wp-content/uploads/2014/06/Qualche-utile-proposta.pdf”]

Le privatizzazioni prossime venture. Il punto di vista della Nestlè.

Nel documentario del 2005, We Feed the World, l’allora amministratore delegato di Nestlé, la più grande azienda alimentare del mondo, Peter Brabeck, asseriva che non ci fosse nulla di cui preoccuparsi riguardo ai cibi OGM, che i profitti importino più di ogni altra cosa, che la gente dovrebbe lavorare di più e che gli esseri umani non abbiano diritto all’acqua. Ecco la vera missione portata a termine dai tempi del golpe di Tangentopoli, dal Governo Amato in poi, il saccheggio dei beni pubblici accumulati dagli Stati per l’utilità collettiva, talvolta mal gestiti, sicuramente estremamente appetibili dalle grandi multinazionali. [youtube width=”500″ height=”405″]https://youtu.be/UsBHKG9Q6w0[/youtube]